Mi chiama? Torna? L’Albero della Vita come percorso di ascolto

Mi chiama? Torna? L’Albero della Vita come percorso di ascolto

20 ottobre 2026

Aspettare una chiamata può occupare molto spazio dentro di noi. Ci ritroviamo a controllare il telefono, ripensare all’ultimo incontro e immaginare che cosa potrebbe accadere.

«Mi chiama? Torna? Si farà sentire?»

Sono domande che accolgo spesso nel mio lavoro. Dentro possono esserci affetto, speranza, nostalgia e bisogno di chiarezza.

Oggi ti propongo di accompagnare queste domande con un piccolo viaggio nell’Albero della Vita. Nel percorso che condivido, le sue tappe diventano una mappa simbolica per osservare ciò che viviamo e ritrovare spazio per le nostre scelte.

Malkuth: partire da ciò che accade

Quando ci siamo sentiti l’ultima volta? Che cosa ci siamo detti? Come trascorro le giornate mentre aspetto?

Partire dalla situazione concreta ci permette di riconoscere dove siamo, anche nei piccoli gesti quotidiani.

Chiediti: «Che cosa sta accadendo nella mia vita, oggi?»

Yesod: ascoltare aspettative e immagini

Un ricordo può alimentare la speranza. Un silenzio può risvegliare una paura. Nell’attesa immaginiamo conversazioni, spiegazioni e possibilità.

Possiamo dare ascolto a queste immagini e riconoscere quanto influenzano il nostro modo di vivere il presente.

Chiediti: «Che cosa so e che cosa sto immaginando?»

Hod: riconoscere il dialogo interiore

«Se non scrive, forse non gli importa.»

«Dovrei cercarlo io?»

«E se dicessi qualcosa di sbagliato?»

Le parole che ripetiamo dentro di noi hanno un peso. Ascoltarle ci aiuta a riconoscere i dubbi, le interpretazioni e ciò che vorremmo comunicare davvero.

Chiediti: «Quali parole sto usando per raccontarmi questa situazione?»

Netzach: osservare come ci muoviamo verso l’altro

Scrivere, aspettare, cercare un’occasione d’incontro o trattenere un impulso: anche nell’attesa compiamo delle scelte.

In questa tappa osserviamo il rapporto fra ciò che desideriamo e il modo in cui agiamo verso l’altra persona.

Chiediti: «Che cosa mi spinge a fare questo gesto? Che cosa spero di ricevere?»

Tipheret: incontrare i nostri sentimenti

Possiamo amare qualcuno e sentirci delusi. Desiderare un ritorno e avere paura di rivivere una difficoltà.

Dare spazio a queste emozioni ci permette di riconoscere anche quale relazione desideriamo vivere.

Chiediti: «Come vorrei sentirmi in questo legame?»

Geburah: dare una direzione al conflitto

A volte emerge la rabbia: per il silenzio, per l’incertezza, per qualcosa che sentiamo di aver trascurato troppo a lungo.

Possiamo fermarci e ascoltare quale bisogno sta chiedendo attenzione. Da lì diventa possibile scegliere come esprimerlo e dove dirigere la nostra energia.

Chiediti: «Che cosa mi sta dicendo questa rabbia? Come voglio agire?»

Chesed: prenderci cura di noi nell’attesa

Arriviamo all’amore e alla benevolenza che possiamo dedicare anche a noi stessi.

Il Re di Coppe ci accompagna ad accogliere ciò che proviamo. La runa Tiwaz richiama la coerenza con i nostri valori e il rispetto per la reciprocità che desideriamo.

Possiamo lasciare spazio al sentimento e continuare a nutrire la nostra vita: un incontro, un progetto, un momento di riposo, qualcosa che ci faccia stare bene.

Chiediti: «Come mi sto trattando mentre aspetto?»

Un momento per te

Prendi un foglio e completa queste tre frasi:

  • In questo momento sento…

  • In una relazione desidero…

  • Oggi posso prendermi cura di me attraverso…

Non occorre trovare subito tutte le risposte. Puoi cominciare da una parola, da un bisogno o da un piccolo gesto.

Il percorso prosegue verso Binah, dove incontreremo il tema della comprensione. Che cosa riusciremo a riconoscere guardando insieme tutti questi aspetti?

Intanto, quale domanda di questo viaggio senti più vicina a te?

Ile – Oltre la Carta

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Mi chiamo Ile e mi dedico ad accompagnare le persone in percorsi di ascolto, consapevolezza e crescita interiore. Attraverso l'utilizzo di tarocchi,...

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