
7 ottobre 2026
Questo articolo nasce da una domanda semplice: «Ma che cos’è una lettura con l’Albero della Vita?».
Me lo hanno chiesto alcune persone vicine a me, incuriosite dal mio lavoro. Ho pensato di raccontarlo anche qui, partendo dalla mia esperienza e da ciò che mi lega a questo percorso.
C’è stato un periodo in cui tutte le mie giornate sembravano uguali. Mi alzavo, andavo a lavorare, tornavo a casa, pensavo alle faccende e ai bisogni della famiglia. Poi andavo a letto e il giorno dopo ricominciavo.
Cercavo di fare la mia parte, di essere una donna indipendente, una brava madre e una brava moglie. In mezzo a tutti questi impegni, lasciavo sempre meno spazio ai miei bisogni. Mi sentivo legata ai doveri e, poco alla volta, sentivo di spegnermi.
Vedevo le stesse persone, ascoltavo gli stessi problemi e le stesse difficoltà. Mi mancavano stimoli e uno spazio nel quale chiedermi che cosa desiderassi io.
Finché, a un certo punto, ho detto: «Basta».
Da lì ho iniziato a studiare per me stessa. Mi sono appassionata ai simboli e alla mappa dell’Albero della Vita, cercando di mettere in pratica ciò che emergeva dalle mie riflessioni. Ho cominciato a osservare le mie abitudini, i miei bisogni e le contraddizioni che vivevo.
È stato un cammino lungo, non sempre lineare. Ci sono aspetti di noi che accettiamo più facilmente e altri che facciamo fatica persino a guardare. Anche per me è stato così: alcune consapevolezze hanno avuto bisogno di tempo per trovare posto nella vita quotidiana.
Con il tempo ho compreso che siamo esseri umani: attraversiamo fasi belle e difficili, viviamo conflitti interiori, cambiamo e a volte torniamo sugli stessi punti. Quando riusciamo ad ascoltare ciò che accade dentro di noi, anche una contraddizione può diventare un’occasione per conoscerci e crescere.
Questo percorso mi ha aiutata a riconoscere che anche i miei bisogni meritano attenzione e a vivere con maggiore presenza il qui e ora. È una pratica che continua, nei momenti semplici come in quelli più complessi.
Anche adesso, mentre scrivo queste parole, mi fermo, ripercorro la mia esperienza e ascolto ciò che sento. Anche questo momento fa parte del cammino.
Da questo legame personale nasce anche il desiderio di accompagnare altre persone nell’esplorazione di sé.
Nel mio modo di lavorare, l’Albero della Vita offre una struttura attraverso cui osservare una situazione da prospettive diverse. Le sue sfere diventano spazi di ascolto: ciascuna porta una domanda, richiama un tema e contribuisce a comporre il filo della lettura.
Il percorso prende forma a partire da ciò che la persona sta vivendo, lasciando spazio alle emozioni, ai bisogni e alle domande che emergono.
Malkuth, il Regno, è il punto in cui guardiamo dove ti trovi: ciò che sta accadendo nella tua vita, le condizioni nelle quali ti muovi e quello che porti al consulto.
È un primo passaggio importante, perché ogni possibilità di cambiamento prende forma a partire dal presente.
Fermarsi a riconoscere il proprio punto di partenza può aiutare a dare ordine a una situazione confusa e a individuare ciò che richiede attenzione.
Da qui possiamo approfondire ciò che sostiene il tuo modo di vivere e interpretare quella situazione.
Yesod, il Fondamento, apre nel mio percorso uno spazio dedicato a percezioni, aspettative, desideri e timori. Sono aspetti che possono influenzare le scelte anche quando non corrispondono a fatti verificabili.
A volte un’impressione diventa una certezza. Un desiderio orienta ciò che notiamo. Una paura ci porta a leggere un’esitazione come un rifiuto.
Prendere coscienza di questi passaggi permette di distinguere meglio ciò che accade dal significato che gli attribuiamo. Possiamo così riconoscere quali basi ci sostengono e quali meritano di essere riconsiderate.
Queste sono due delle prospettive che possiamo esplorare: il percorso prosegue attraverso le altre sfere, mettendo in relazione i diversi aspetti della situazione.
All’interno di questa struttura, tarocchi e rune contribuiscono a esplorare i temi che emergono. Osservo i simboli in relazione alla posizione che occupano, alla domanda e a ciò che la persona condivide.
Una carta assume sfumature diverse a seconda dell’ambito nel quale la incontriamo. Anche la runa entra in dialogo con quel contesto, mettendo in risalto un bisogno, una tensione, una risorsa o un passaggio.
La lettura prende forma attraverso questi collegamenti. Per questo ogni percorso è personale: nasce dall’incontro tra la struttura, i simboli e l’esperienza di chi si rivolge a me.
Nel consulto trovano posto anche le contraddizioni: desiderare un cambiamento e temerlo, voler dare agli altri e avere bisogno di ricevere, sentirsi pronti e cercare ancora una conferma.
Sono aspetti che possiamo ascoltare senza forzare una risposta immediata. Conosco, per esperienza personale, la fatica che può accompagnare certe domande e il tempo necessario per accogliere ciò che emerge.
Il mio intento è accompagnarti a riconoscere ciò che senti, osservare le dinamiche che stai vivendo e formulare domande più chiare. La lettura resta uno strumento di riflessione: le scelte appartengono a te.
Per me, conoscere le proprie radici significa comprendere da quale terreno nascono le scelte: esperienze, bisogni, convinzioni e desideri.
Il cambiamento può cominciare da una consapevolezza piccola ma significativa: accorgersi di un’abitudine, riconoscere un bisogno trascurato, dare un nome a qualcosa che fino a quel momento era rimasto confuso.
È questo il senso del percorso che propongo con l’Albero della Vita: creare uno spazio nel quale osservarti con attenzione e portare ciò che emerge nella tua quotidianità, rispettando i tuoi tempi.
Se senti che questo approccio ti risuona, trovi sul mio profilo NovaVista i percorsi dedicati all’Albero della Vita. Possiamo partire da ciò che stai vivendo e dare spazio alle domande che desideri esplorare.
Ile Oltre la Carta
Mi chiamo Ile e mi dedico ad accompagnare le persone in percorsi di ascolto, consapevolezza e crescita interiore. Attraverso l'utilizzo di tarocchi,...
Ricevi i prossimi articoli di ile.oltrelacarta