Tarologia, narrazione e il campo che si crea

Tarologia, narrazione e il campo che si crea

Quando le carte raccontano storie

Da bambina avevo un mazzo di carte da briscola.

Non le usavo per giocare.

Le disponevo sul tavolo e iniziavo a raccontare storie.

Le figure si animavano nella mia immaginazione.

Il re parlava con il fante, la regina attraversava boschi immaginari, personaggi diversi si incontravano e le trame prendevano forma.

Le carte diventavano piccoli frammenti di racconto.

Io le guardavo e la storia iniziava a muoversi.

Molti anni dopo, quando ho incontrato i tarocchi e gli oracoli, ho provato una sensazione familiare.

Le carte parlavano ancora ma questa volta non ero sola davanti al tavolo.

C’era un’altra persona con me.

E tra noi iniziava a crearsi qualcosa di difficile da spiegare con una sola parola.

  • Uno spazio di attenzione.

  • Di ascolto.

  • Di presenza.

Qualcuno lo chiamerebbe intuizione, qualcun altro relazione. Altri ancora parlerebbero di campo.

Quando due persone si incontrano con un’intenzione autentica di esplorare una domanda, accade qualcosa di particolare:

si crea una trama invisibile di significati.

Le carte entrano dentro questa trama, le immagini diventano specchi: Attivano ricordi, intuizioni, connessioni.

Storie antiche emergono attraverso simboli che appartengono all’umanità da secoli: il viaggio, la scelta, la caduta, la rinascita.

Ed è lì che accade la parte più interessante.

Non sono le carte a “dire il futuro” ma sono le carte ad aiutare a raccontare la storia che stiamo vivendo.

Una storia che spesso conosciamo già, ma che facciamo fatica a guardare con chiarezza.

I simboli hanno una capacità particolare:

aggirano le difese razionali e parlano direttamente alla parte di noi che riconosce le immagini prima ancora delle parole.

Carta dopo carta, la storia prende forma:

  • A volte emergono nodi che chiedono attenzione.

  • Altre volte risorse dimenticate.

  • Altre ancora possibilità che non avevamo considerato.

Il lavoro non è “interpretare” le carte: È ascoltare insieme cosa si muove davanti a noi.

Per questo ogni lettura è diversa perché non è solo il mazzo di carte a cambiare:

  • È la persona, la domanda, il momento della vita.

  • E soprattutto è diverso il campo che si crea tra noi.

Un campo fatto di presenza, ascolto, immaginazione e intuizione.

In quello spazio le immagini iniziano a lavorare.

A volte sembrano muoversi quasi da sole, come quando ero bambina e le figure delle carte da briscola prendevano vita nelle mie storie.

Solo che oggi la narrazione non è più solo un gioco, è uno strumento.

Uno strumento per guardare la propria storia con più onestà, per riconoscere i passaggi che stiamo attraversando e trovare nuovi modi di proseguire il cammino.

Se senti curiosità verso questo modo di esplorare le domande della tua vita, puoi scoprire di più sui percorsi di tarologia e counseling che conduco.

A volte basta sedersi a un tavolo, aprire un mazzo di carte…

e lasciare che la storia inizi a raccontarsi.

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Sono Laura, counselor e tessitrice di connessioni. In questo blog porto il counseling nella vita di tutti i giorni: esploro archetipi, pattern compor...

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