
Quando mi capitano situazioni in cui il consiglio delle Carte è quello di praticare il -Distacco Energetico- c'è una domanda che mi viene fatta quasi sempre:
"Ma se mi distacco da lui/lei, non penserà che non mi importa più? Lo/la perdo così?"
No.
Ed è proprio da questo equivoco che voglio partire.
Distaccarsi energeticamente da qualcuno non significa smettere di amarlo o di contattarlo. Non significa cancellarlo dalla propria vita, dimenticarlo, rinunciare necessariamente a una relazione o decidere che quella persona non ci interessa più.
Distaccarsi significa ricentrare la propria energia.
Significa riportare a noi quell'energia che, magari da settimane, mesi o anni, abbiamo completamente spostato sull'altra persona.
Non scrivergli non significa essersi distaccati
Questo è uno degli errori più comuni.
Soprattutto nelle relazioni complicate, nelle relazioni che iniziano ad assumere dinamiche tossiche o quando si sviluppa una vera e propria dipendenza affettiva, a un certo punto si cerca di mettere distanza.
"Non gli scrivo più."
"Non la cerco."
"Non guardo più se è online."
"Non faccio più il primo passo."
E siamo convinti che questo significhi essersi distaccati.
Ma non è necessariamente così.
Perché posso non scriverti da dieci giorni e continuare a parlarti nella mia testa dalla mattina alla sera.
Posso non cercarti e controllare continuamente se tu stai cercando me.
Posso non mandarti un messaggio e trascorrere ore a immaginare cosa stai facendo, con chi sei, cosa pensi, perché non torni, se mi ami ancora, se ti manco, se hai conosciuto qualcun altro.
Posso essere perfettamente immobile nella realtà e continuare a correrti dietro con la mente. Quello non è distacco. È soltanto silenzio esteriore.
Il corpo si è fermato, ma la nostra energia è ancora completamente proiettata verso l'altra persona. Quando l'amore diventa pressione.
io credo profondamente nelle connessioni tra le persone e credo che, quando esiste un legame importante tra due anime, ciò che proviamo abbia un peso energetico anche dall'altra parte, così, il mio pensiero costante, e dunque, la mia energia, arriva necessariamente all'altra persona con cui sono in connessione. Ma dobbiamo fare attenzione ad una cosa : non tutto ciò che parte dall'amore arriva necessariamente all'altro come amore. Se io penso continuamente a qualcuno con ansia, paura, bisogno e disperazione, quell'energia non è più leggera per cui alla persona inevitabilmente, gli arriva in maniera negativa e pressante, nonché pesante.
"Perché non mi cerca?"
"Perché non mi risponde?"
"Quando tornerà?"
"Mi starà pensando?"
"E se mi dimentica?"
"E se incontra qualcun altro?"
Pensiamo che tutto questo sia una dimostrazione di quanto amiamo quella persona. In realtà, spesso, stiamo semplicemente alimentando la nostra paura di perderla...e, per Legge di Attrazione...attireremo proprio ciò che stiamo evitando di attirare.
Quando qualcosa ci opprime, anche se non sappiamo razionalmente spiegarne il motivo, il nostro istinto tende a cercare spazio. Quando ci sentiamo soffocare, ci allontaniamo per respirare. Ed ecco il paradosso: più abbiamo paura che qualcuno si allontani e più cerchiamo energeticamente di trattenerlo. Più cerchiamo di trattenerlo, più rischiamo di trasformare un sentimento in pressione.
"Ma se mi distacco penserà che non lo/la voglio più?" (...Vi prego non fatemi Mai più questa domanda...😅)
È proprio qui che voglio tranquillizzare chi mi fa questa domanda.
Distaccarsi non significa diventare freddi.
Non significa punire l'altra persona con il silenzio.
E soprattutto non significa utilizzare il distacco come una tecnica per far tornare qualcuno.
Il vero distacco non dice:
"Adesso sparisco così sentirà la mia mancanza."
Perché anche questa, se ci pensate bene, è ancora una forma di controllo.
Sto apparentemente lasciando andare qualcuno, ma dentro di me sto aspettando disperatamente una sua reazione.
Il vero distacco dice:
"Io smetto di controllare ciò che non dipende da me."
E questa è tutta un'altra cosa.
Il silenzio non cancella: il silenzio fa emergere
Abbiamo una paura enorme del silenzio.
Eppure è proprio nel silenzio che riaffiorano pensieri e sentimenti che, quando viviamo immersi nell'ansia, nel conflitto e nella paura, non riusciamo nemmeno ad ascoltare.
Nel silenzio iniziamo a farci domande diverse.
Non più soltanto:
"Mi ama?"
Ma:
"Io sto bene in questa relazione?"
Non più:
"Tornerà?"
Ma:
"Se tornasse esattamente com'era prima, sarebbe davvero ciò che desidero?"
Non più:
"Gli manco?"
Ma:
"Che cosa manca a me?"
Ed è qui che il distacco diventa potente.
Perché finalmente ci permette di capire cosa vogliamo davvero, cosa ci manca, cosa apprezziamo e soprattutto se il cammino che stiamo percorrendo è ancora quello giusto per noi.
E lo stesso spazio viene lasciato anche all'altra persona.
Non possiamo sapere cosa penserà, cosa sentirà o quali decisioni prenderà. Ma possiamo smettere di riempire ogni centimetro di silenzio con la nostra paura.
A volte bisogna lasciare spazio perché qualcosa possa essere sentito davvero.
Che ci piaccia o no, domani il sole sorgerà comunque
C'è una frase che dico spesso...(chi mi conosce lo sa benissimo!😅)
Che ci piaccia oppure no, domani il sole sorgerà comunque.
Sorgerà con o senza la nostra ansia.
Con o senza le nostre paure.
Con o senza le cento domande alle quali questa sera non riusciamo a trovare una risposta.
E allora forse dobbiamo imparare una cosa difficilissima: non tutto deve essere risolto oggi.
Ci sono risposte che arrivano soltanto quando smettiamo di inseguirle.
Ci sono persone che possiamo comprendere soltanto quando smettiamo di giustificarle. E ci sono situazioni che riusciamo a vedere chiaramente soltanto quando facciamo qualche passo indietro. A volte è proprio la leggerezza a renderci forti. Quel lasciare andare che ci spaventa tanto non è necessariamente una perdita. Può essere il momento in cui smettiamo di tenere stretta una situazione con entrambe le mani e finalmente torniamo ad avere le mani libere per abbracciare anche noi stessi.
Distaccarsi non significa rinunciare.
Voglio che questo concetto rimanga molto chiaro.
Io posso lasciarti andare e continuare ad amarti.
Posso desiderare che tu faccia parte della mia vita senza trasformare questo desiderio nella condizione necessaria per essere felice.
Posso sperare che una relazione trovi nuovamente la sua strada senza smettere, nel frattempo, di percorrere la mia.
Posso sentire la tua mancanza senza permettere alla tua assenza di divorare ogni mia giornata. Posso amarti senza rincorrerti.
Ed è forse questa una delle forme più difficili di amore.
Perché siamo stati abituati a pensare che amare significhi stringere.
A volte, invece, amare significa aprire la mano.
Se qualcosa deve rimanere nella nostra vita, non dovrebbe aver bisogno della nostra paura per farlo. E se qualcosa deve andare, nessuna quantità di ansia riuscirà davvero a trattenerlo. Per questo il distacco energetico, prima ancora di riguardare l'altra persona, riguarda noi.
È il momento in cui smettiamo di domandarci continuamente:
"Che cosa farà lui?"
"Che cosa farà lei?"
e finalmente torniamo a chiederci:
"Che cosa voglio fare io della mia vita?"
Ed è lì che l'energia torna a casa.
Dentro di noi.
Non significa che non farà male. Non significa che da domani non penseremo più a quella persona. Significa semplicemente che, ogni volta che la mente correrà verso di lei, impareremo lentamente a tornare verso di noi. Senza rabbia. Senza vendetta. Senza dover dimostrare niente a nessuno. Con amore, ma anche con rispetto per noi stessi. Perché lasciare andare non significa sempre dire addio. A volte significa semplicemente dire:
"Non ho più bisogno di trattenerti per sapere ciò che provo."
Voglio concludere con una mia citazione/frase che sento profondamente e che racchiude, per me, il senso più autentico del distacco:
"Io ti lascio andare perché ti perdono.
Ti perdono perché ti amo."
Con affetto,
la vostra Calida🪻
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