
Se c'è una cosa che ho imparato in oltre vent'anni di consulti, è che le persone riescono sempre a sorprendermi. Alcune mi fanno emozionare. Altre mi fanno riflettere. E poi ci sono quelle che, ancora oggi, mi fanno sorridere.
Quella che sto per raccontarvi è una storia vera.
Ovviamente non vi dirò chi era il protagonista... anche perché, se oggi dovesse leggere questo articolo, probabilmente si riconoscerebbe subito! 😄Chi ormai mi conosce sa che sono una tipa molto ironica e che non riesco a fare la "seria e misteriosa" troppo a lungo. Quindi oggi vi racconto un episodio che, ancora adesso, mi fa sorridere. Qualche tempo fa mi contatta un cliente. Lo saluto gentilmente e con massima serietà, visto che era la prima volta che mi contattava, per cui non avevamo confidenza, gli chiedo come sta e iniziamo il consulto.
Dopo pochi secondi mi dice, con aria da investigatore della scientifica: "Io non ti dico niente... devono dirmi tutto le carte." Sorrido. Penso: "Va bene, iniziamo bene..." Allora provo a fare qualche domanda per creare quel minimo di connessione che ogni consulto richiede. Lui mi blocca subito. "No, no... se sei brava non ti dico assolutamente niente. Devono parlare le carte."
A quel punto, dentro di me (a parte sentire il Fuego🔥della rabbia quasi accendersi, considerate che sono Leone ascendete Scorpione), ho immaginato i Tarocchi guardarsi tra loro e dire: "Ragazzi... oggi siamo sotto esame, cosa abbiamo fatto di male per attirare un fenomeno di questo?" 😂
Ed è proprio qui che nasce un grande equivoco. Molte persone pensano che una cartomante debba essere messa alla prova. Come se fosse un quiz televisivo. Come se dovesse indovinare il nome del cane, il colore delle tende del salotto o il numero civico della casa della nonna. Ma una lettura dei Tarocchi non funziona così.
Ad un certo punto gli dissi, sorridendo ma con sincerità: "Guarda che le carte non sono qui per fare un esame. E nemmeno io. Se inizi un consulto cercando di mettermi alla prova, come posso sentirmi libera di entrare davvero nella tua energia?" Rimase qualche secondo in silenzio. Poi mi disse: "Sai una cosa? Forse ho iniziato questo consulto con il piede sbagliato..." Gli sorrisi. Gli risposi: "Non preoccuparti. Non sei il primo e probabilmente non sarai nemmeno l'ultimo...ma mi raccomando mai far arrabbiare una -MAGA- del Leone😂😂😂"
Da quel momento cambiò completamente atteggiamento. Rise. Smise di voler dimostrare qualcosa. Smise di cercare di mettermi alla prova (anche perchè non aveva scampo😂). Iniziò semplicemente ad ascoltare. E, quasi come per magia, anche il consulto cambiò. Le carte iniziarono a raccontare la sua situazione con una precisione che lo lasciò senza parole.
Alla fine del consulto mi disse una frase che non ho più dimenticato.
"Ora ho capito...non dovevo mettere alla prova te. Dovevo dare una possibilità a me stesso di ascoltare davvero."
Ed è proprio questo il senso di una lettura dei Tarocchi.
Non dimostrare chi ha ragione.
Non cercare l'effetto speciale.
Non giocare a "indovina chi".
Ma concedersi, anche solo per qualche minuto, uno spazio di ascolto sincero. Perché, nella mia esperienza, le risposte più belle arrivano proprio quando abbassiamo le difese. Nel mio percorso spirituale ho sempre vissuto i Tarocchi come uno strumento che merita rispetto. Per me non sono semplici pezzi di cartone illustrati. Sono simboli con cui entro in relazione durante ogni consulto. Ed è proprio per questo che credo che vadano avvicinati con umiltà, apertura e rispetto. Una lettura nasce dall'incontro tra due energie. La Mia e la Tua. Se una delle due è completamente chiusa, diffidente o impegnata soltanto a dimostrare qualcosa, quell'incontro perde spontaneità e magia.
Se un giorno deciderai di affidarti a me, non portare con te il desiderio di mettermi alla prova, porta semplicemente le tue domande, il tuo cuore e la voglia di ascoltare. Al resto...penseremo insieme.
Con affetto,
la vostra Calida💜
Qui non troverai solo Tarocchi🔮. Troverai storie, sorrisi, riflessioni, rituali simbolici, formule di guarigione e un pizzico della mia ironia. Sono...
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