
12 marzo 2026
E così, gentile anima lettrice, che inizia una preghiera di origine Quechua alla quale non si può che rispondere: "Amen". Stiamo parlando dell'ombelico, una delle parti del corpo più misteriose e allo stesso tempo più dimenticate. È sempre stato lì, al centro del nostro ventre, ma raramente ci fermiamo a chiederci cosa rappresenti davvero. Eppure, dal punto di vista medico è la cicatrice del primo legame con la vita. E non solo, si tratta di un vero e proprio portale: un punto di connessione tra il mondo visibile e quello invisibile.
Vorrei, gentile anima lettrice, che portassi le tue mani all'ombelico e che, chiudendo gli occhi, ti visualizzassi nel grembo di tua madre. Durante la gravidanza sei stata collegata alla placenta attraverso il cordone ombelicale ricevendo, così, ossigeno. Ma anche nutrimenti, ormoni, anticorpi; informazioni biochimiche...
Attraverso il cordone prendiamo vita, ci facciamo umani, stabiliamo il nostro carattere che si genera proprio lì: tra un ombelico e l'altro. Quella cicatrice che rimane dopo il distacco del cordone non è altro che il segno del passaggio "9 lune dentro" a "le mie prime 9 lune fuori".
L’ombelico è la memoria fisica della nostra origine biologica, il luogo dove la vita entra nel corpo.
Se volgiamo lo sguardo al Sud America, ci rendiamo conto che la visione è molto più ampia, perché si parla di una vera e propria porta energetica.
Per i popoli andini il corpo umano è un territorio sacro attraversato da forze vitali, e l’ombelico rappresenta uno dei punti di accesso più importanti tra il mondo fisico e quello energetico.
Questo perché l’ombelico è il punto dove una volta esisteva il cordone ombelicale, il primo canale di relazione con la vita e, quindi, il filo di memoria.
Cosa intendo con "filo di memoria"?
Intendo dire che, quando il cordone cade o erroneamente viene tagliato, la connessione fisica termina, ma la connessione energetica non scompare. L'ombelico rimane come una porta aperta, una memoria del primo legame che non ha solo portato nutrimento, ma anche protezione; ritmo e memoria dei genitori.
Nelle Ande, ma in realtà in tutte le popolazioni indigene native, il rapporto tra cordone e ombelico è riassunto nel ponte: madre - bambino - terra. Ed è per questo motivo che il cordone ombelicale, insieme alla placenta, viene conservato o sepolto nella terra vicino o all'interno della casa.
Questo gesto simbolico rappresenta qualcosa di molto profondo: il legame tra la persona, la sua famiglia e il territorio. L’ombelico diventa quindi il punto attraverso cui la persona rimane connessa alla propria origine.
Ogni volta che ti senti persa, mia gentile anima lettrice, ricontatta il tuo ombelico. Perché non è una cicatrice qualunque ma è la traccia visibile del primo legame della nostra vita.
È il segno che ognuno di noi, prima di essere individuo, è stato relazione.
Prima di respirare da sola sei stata nutrita da un altro corpo. Prima di camminare sulla Terra sei stata collegata alla vita da un filo invisibile e quel filo lascia il suo segno proprio lì, al centro del ventre. Un piccolo punto che continua a ricordarci una verità semplice e potente: tutti veniamo da un legame.
E quel legame non scompare davvero.
Rimane scritto nel corpo, negli ombelichi di tutti i tuoi ancestri...
Con profondo e umile amore,
la tua partera Lujan
Tra medicina e memoria femminile che si intrecciano in insegnamenti di spiritualità sudamericana, ginecologia naturale andina e pratiche di ascolto de...
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