Quanto manca?

Quanto manca?

10 giugno 2026

Ci sono momenti in cui la domanda non nasce dall'impazienza.

Nasce dalla stanchezza.

Non chiediamo quanto manca perché vogliamo correre.

Lo chiediamo perché abbiamo camminato a lungo e vorremmo sapere se il sentiero sta davvero portando da qualche parte.

L'uomo osservava l'orizzonte.

Aveva seminato.

Aveva aspettato.

Aveva fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità.

Eppure il traguardo sembrava ancora lontano.

Così si ritrovò a chiedere al vento:

"Quanto manca?"

Il vento non rispose.

Davanti a lui si apriva il mare del Tre di Bastoni.

Le navi erano partite.

Questo era certo.

Anche se non erano ancora visibili, il viaggio era già iniziato.

Ma l'attesa può essere faticosa.

E arrivò il Nove di Bastoni.

Le gambe erano stanche.

Le spalle pesanti.

Il cuore portava i segni delle battaglie affrontate.

Non era il peso di una sconfitta.

Era il peso di chi ha continuato a credere anche quando non aveva prove.

Ancora una volta guardò il cielo.

"Quanto manca?"

Questa volta una risposta arrivò.

Sotto forma di movimento.

Il Carro apparve all'orizzonte.

Non prometteva una strada senza ostacoli.

Prometteva una direzione.

Perché spesso la sofferenza non nasce dalla fatica.

Nasce dal sentirsi fermi.

E quando qualcosa riprende a muoversi, anche il cuore ricomincia a respirare.

L'uomo salì sul carro.

Percorse strade che non aveva mai immaginato.

E quando si fermò si accorse che davanti a lui non c'era più il paesaggio di prima.

C'era il mondo del Due di Bastoni.

Un orizzonte più ampio.

Nuove possibilità.

Nuovi sentieri.

Nuove scelte.

Fu allora che comprese qualcosa.

La domanda giusta non era più:

"Quanto manca?"

Ma:

"Dove sto andando?"

E proprio quando la paura tentò ancora una volta di sussurrargli che non ce l'avrebbe fatta, incontrò la Forza.

Non aveva un'armatura.

Non impugnava una spada.

Non combatteva.

Sorrideva.

Perché aveva scoperto il segreto che ogni viandante impara lungo il cammino:

La vera forza non consiste nel non avere paura.

Consiste nel continuare a camminare anche quando la paura è seduta accanto a noi.

E così la risposta arrivò finalmente.

Non come un numero.

Non come una data.

Non come una promessa.

Ma come una consapevolezza.

Manca meno di quanto temi.

Perché il viaggio è già iniziato.

E mentre continui a chiederti quanto manca, forse non ti sei accorta che una parte di te è già arrivata.

A volte il traguardo è più vicino di quanto immaginiamo. Siamo noi, stanchi di camminare, a non riuscire più a vedere l'orizzonte.

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Mi chiamo Ile e mi dedico ad accompagnare le persone in percorsi di ascolto, consapevolezza e crescita interiore. Attraverso l'utilizzo di tarocchi,...

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